“The Epic” ha cambiato le regole del gioco, un imprevedibile miracolo che ha avvicinato al jazz – al jazz vero – migliaia e migliaia di persone provenienti dall’elettronica e dall’indie. La questione è aperta sul fatto se Kamasi Washington sia davvero così geniale o gli sia semplicemente successo di essere al posto giusto (nella label di Flying Lotus…) al momento giusto (quando la gente inconsciamente aveva fame di dischi grandiosi, complessi, di jazz orchestrale, magniloquente e spirituale), catturando così l’attenzione di pubblici sterminati ed imprevedibili. Propendiamo per la seconda, ma questa non è una critica a Kamasi. Che è bravo, onesto, appassionato, ha una bellissima scrittura, molto scorrevole, e anche come strumentista e soloista non passerà alla storia ma ha uno standard più che accettabile. In più, riteniamo sia una buona notizia per tutti che finalmente molte persone si avvicinino, anche dal vivo, al jazz vero, non a suoi succedanei e nemmeno a forme contaminate che di jazz, spesso, hanno solo la definizione appiccicata sopra.
Tutto questo per dire che siamo molto contenti di annunciare che finalmente possiamo segnare sul calendario la data di uscita del seguito di “The Epic”: 22 giugno 2018, esce “Heaven And Earth”. Bisogna aspettarsi un altro disco abbastanza monumentale (si parla di doppio, infatti, lì dove “The Epic” era addirittura un triplo), il primo assaggio che ci viene dato, lo trovate qui sotto, è effettivamente “celestiale” e, diremmo, molto affascinante. “La Terra è come vedo il mondo così com’è, quello di cui faccio parte. Il Cielo è come vedo il mondo dentro di me, qualcosa che è parte di me”. Bene. Abbiamo sempre bisogno di musica ambiziosa che mira in alto. Se poi è addirittura di alta qualità e non cade sotto il peso delle proprie ambizioni (o di un certo manierismo, come nell’EP “Harmony Of Difference” che ha fatto uscire un annetto fa), abbiamo vinto tutti. A partire da Kamasi. Facciamo il tifo per lui. Ah, e permetteteci una piccola cosa da nerd: le foto che stanno circolando relative alla release di questo nuovo disco sono opera di B+. Un personaggio stratosferico: irlandese ma trapiantato a Los Angeles dai primi anni ’90, è stato legato al meglio che l’hip hop californiano (e non) abbia espresso in quel decennio d’oro (come fotografo, la copertina di “Endtroducing” di Dj Shadow è sua, ma anche come “consigliere musicale”), continuando anche successivamente a fare foto meravigliose ma anche a proporre progetti splendidi, come Brasilintime.