Quando hai a che fare con la storia, devi metterti sull’attenti. Ma quando questa storia ancora oggi è viva e pulsante, devi fare di più: devi godertela tutta. E’ per noi davvero un onore ospitare un podcast di Arthur Baker: l’uomo che ha cambiato la storia della musica negli anni ’80, dando un contributo fondamentale alla nascita di “Planet Rock” di Afrika Bambaataa e “disegnando” in generale un suono electro così potente da poter assaltare e plasmare il pop dell’epoca. Non è un caso infatti che i grandi New Order è ad Arthur Baker che si affidarono per rendere più “quadrato” e al tempo stesso appetibile il loro suono (un menage artistico, quello fra di loro, iniziato con “Confusion” e andato avanti per un paio di decenni almeno).
Ma poi, Baker è anche una persona di grande spessore, e di molteplici interessi. Tant’è che oggi la musica è solo una delle sue attività, ma anche all’epoca fu uno dei motori del progetto Artists United Against Apartheid, fondamentale nel porre al centro del dibattito culturale la questione delle politiche razziste in Sudafrica (che oggi, per fortuna, solo un infausto ricordo – ma questo grazie anche alla pressione dell’opinione pubblica mondiale negli anni ’80, e “Sun City” fu un tassello davvero importante in questo).
Come tutte le persone di spessore, Baker non ha per nulla perso il tocco, la passione, la visione. Certo, il suono è riconoscibile e ben preciso, non scimmietta o insegue cose “altre” o supergiovani, ma il modo in cui lo svolge (o lo “infetta” con brani tipo “Mouth To Mouth” di Matthew Dear / Audion) è pieno di classe. E’ raro poter incontrare musicisti/producer che con la loro visione hanno cambiato il corso della storia della musica: noi, con questo podcast, abbiamo la fortuna di farlo. E siamo davvero felici ed orgogliosi di poterlo presentare.
——–